Consolation – Laura Makabrescku

C’è qualcosa che mi sta aspettando. Forse un giorno avrò una rivelazione improvvisa e potrò vedere l’altra faccia di questo enorme, grottesco scherzo. E allora riderò. E saprò cos’è la vita...

La Luna Mi Ha Guardato…

La luna mi ha guardato da sopra gli alberi - l'ombra della sua pienezza ben disegnata. Ho corso leggera, nonostante fossi immersa nella lunga tensione e nella stanchezza, come per spiccare il volo, il cuore un grumo doloroso serrato nel petto...

Diari

Oggi sono molto depressa. Incapace di scrivere. Gli dei sono minacciosi. Mi sento esiliata su una stella fredda, in grado solo di provare uno spaventoso torpore vulnerabile. Guardo giù nel caldo mondo terrestre. Nel groviglio di letti di amanti, culle di bambini, tavole apparecchiate, tutto il solito viavai vitale di questa terra, e mi sento estromessa, chiusa dietro una parete di vetro...

La Campana di Vetro

Mi sentivo molto apatica e del tutto vuota, come deve sentirsi l’occhio di un uragano, che si muove ottusamente e di continuo nel mezzo del fragore che lo avviluppa...

Three Women

Sono solitaria come l’erba. Cosa mi manca? Lo troverò mai, questo qualcosa che non so?

Olmo

Sono abitata da un grido. Di notte esce svolazzando in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare. Mi terrorizza questa cosa scura che dorme in me...

Arriva il Momento in Cui …

Arriva il momento in cui i tuoi sbocchi sono otturati, come con della cera. Sei seduta in camera tua e senti nel corpo un dolore pungente che ti stringe la gola e si consolida pericolosamente nei piccoli sacchi lacrimali dietro gli occhi. Una parola, un gesto, e tutto quel che ti tieni dentro...scoppierà in rabbiose lacrime impotenti, in singhiozzi imbarazzanti e piagnistei senza un preciso destinatario.

Stephanie Pearl – Moonchild

Settembre si avvicina … Sento che mi devo una breve tregua di tempo libero e senza fretta. Non posso affrontare la realtà morta. Voglio giorni piovosi, lanterne e cento lune che si attorcigliano in foglie scure, musica che si riversa fuori e riecheggia ancora nella mia testa.

La Luna…

Dunque, d’ora in poi parlerò ogni notte. Con me stessa. Con la luna. Passeggerò, come ho fatto stasera, gelosa della mia solitudine, nell’argenteo livido della fredda luna, che splende facendo brillare una miriade di scintille sui cumuli di neve appena caduta. Parlo da sola e guardo gli alberi scuri, beatamente neutrali. Molto più facile che affrontare gli altri, che dover sembrare felice, invulnerabile, brava. Senza la maschera, cammino parlando con la luna, con la forza neutrale e impersonale che non ascolta, ma si limita ad accettare la mia esistenza.