L’incolore Tazaki Tsukuru E I Suoi Anni Di Pellegrinaggio

Può darsi che io sia una persona vuota, inconsistente, si diceva Tsukuru. Ma proprio perchè dentro di me non ho nulla, alcune persone, magari anche solo per un breve periodo, hanno notato la mia presenza. Come solitari uccelli notturni che trovano sotto il tetto di una casa abbandonata un riparo sicuro dove riposare durante il giorno. Una cavità quieta e buia dove riposare. Se le cose stanno così, anch'io forse, dovrei rallegrarmi del vuoto che sento dentro di me.

La Ragazza dello Sputnik

Nel mondo dei sogni non è necessario distinguere le cose. Non è per niente necessario. Tanto per cominciare, lì non esistono linee di confine. Perciò nei sogni è difficile andare a urtare violentemente contro qualcosa, e se per caso questo accade, non ci si fa male. La realtà è diversa. La realtà morde. La realtà, la realtà. Molto tempo fa, dopo la prima del Mucchio selvaggio di Sam Peckinpah, durante una conferenza stampa una giornalista alzò la mano per fare una domanda. - Che bisogno c'era di far vedere tanto sangue? - chiese con tono indignato. Ernest Borgnine, che recitava nel film, con un'espressione perplessa sul viso rispose: - Mi perdoni, signora, ma quando uno è colpito da una pistola, sanguina. Il film era stato realizzato in piena guerra del Vietnam. Questa risposta mi piace. Si potrebbe dire che è il fondamento della realtà. Le cose difficili da comprendere, accettarle come tali, e sanguinare. Pistolettate e sangue che scorre. Mi perdoni, signora, ma quando uno è colpito da una pistola, sanguina.

Norwegian Wood

- Non riesco a parlare molto bene, disse Naoko. - Ho questo problema già da un po' di tempo. Ogni volta che cerco di dire qualcosa, mi vengono sempre le parole meno adatte, se non addirittura opposte a quelle che vorrei dire. E se cerco di correggermi, mi confondo ancora di più e peggioro la situazione al punto che alla fine non so più nemmeno quello che volevo dire. E' come se il mio corpo si dividesse in due parti che giocano a rincorrersi. E al centro c'è questa colonna immensa e le due parti continuano a rincorrersi girandoci attorno. Ad afferrare le parole giuste è sempre l'altra parte, e io non riesco a starle dietro -. Naoko sollevò il viso e mi guardò negli occhi. - Puoi capire una cosa del genere?

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Pensai che forse, in qualche luogo lontano, tutte le cose sono già segretamente perdute. Se non altro, esiste un posto tranquillo dove le loro immagini possono sovrapporsi fino a fondersi in una sola.